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Aggiornato 15-Feb-2018

 

La mia tecnica:

 

Solitamente faccio il disegno direttamente sulla barra d'acciaio (facendo solo pezzi unici non mi serve conservare un disegno), poi eseguo tutti i fori e quindi taglio l'eccedente più vistoso con il flash e/o con il seghetto a mano.

A questo punto ricavo una sagoma più completa, asportando con la levigatrice a nastro i millimetri rimanenti.

Ora ho una sagoma quasi pronta (mancano le cose minute che farò dopo) e la levigo di piatto con la levigatrice a nastro a gr.400.

Fatto questo, ripasso la parte piatta con dei legnetti rettangolari sui quali avvolgo la carta abrasiva di gr. 6OO.

Adesso faccio il tagliente, sempre concavo, a mano libera, con appoggio sulla basetta della levigatrice fino a gr.4OO.

Fatto il tagliente, mi armo di gommini cilindrici (i gommini per cancellare e dei tranci dell'elastico del mio fucile subacqueo), di rettangolini di carta abrasiva e lo ripasso per eliminare i segni verticali lasciati dal nastro arrivando così a gr.600.

A questo punto eseguo eventuali lavorazioni a lima e carta abrasiva sul dorso della lama e la punzonatura.

Ora ho la lama tutta finita a gr.6OO e la affilo al 9O/95% così poi, a coltello finito, non dovrò scaldare troppo proprio la parte più importante del coltello, stemperandola.

Adesso avvolgo la lama nell'Inconel (foglio di metallo refrattario) assieme a dei filtri di sigaretta che, bruciando all'interno del pacchetto, consumeranno l'ossigeno ivi presente riducendo al minimo la decarburazione superficiale del metallo.

Infilo il pacchetto nel mio forno Paragon KM 14D e lo lascio “cuocere” per una mezzoretta circa (dipende da dimensioni e spessore) poi lo tiro fuori, taglio immediatamente l'Inconel e raffreddo la lama in olio caldo o con ventilazione forzata.

Quando il forno si è raffreddato abbastanza, reinfilo la lama dentro e la lascio a una temperatura e per il tempo necessari per il risultato che voglio ottenere e poi spengo il forno. Lascio che il tutto sì raffreddi lentamente e di solito la mattina dopo, ho la mia lama ben temprata a 60 HRC.

Provo a limarla, vedo che la lima scivola via, sorrido, mi faccio il caffè e mi appresto ad aprire la bottiglia dell'olio di gomito.

Già, ora la lama è diventata color verde oliva scuro, molto “militare”, ma anche molto dura da pulire a mano!

Mi ricordo che senza la sofferenza non si ottiene nulla di valore e ricomincio a tirarla a mano con i legnetti, i cilindretti e le carte abrasive; nonché gli eventuali lavori a lima sul dorso con dei tondini d'ottone sui quali avvolgo strisce di carte abrasive; il tutto fino a gr.2OOO.

E siamo alla fase lucidatura: prima con i legnetti e i cilindretti e la carta da orafi, poi con un pezzo di feltro e la crema polish e infine, sempre a mano, con straccio e polish.

Quando vedo riflesse le mie ciglia con buona nitidezza, decido che la lama è finita e passo a fare i fornimenti con lo stesso metodo.

Scelto il legno o la radica, li fisso sempre e comunque anche con la colla epossidica da 24 ore.

Finalmente il nuovo ST è pronto e posso pensare a fare il fodero e/o un bel supporto.

I foderi in cuoio li faccio per lo più in tre pezzi cuciti a mano, più eventuale cinturino, passante per cintura ed eventuale inserto in pelle, oppure li decoro con disegni fatti con un bisturi o con punzoni autocostruiti.

Quasi sempre è duro cuoio da suole perché accetta meglio i disegni incisi (disegni unici: un fodero, un disegno), le punzonature, la bulinatura e conserva nel tempo la sagomatura che gli do e che, a volte, sostituisce il cinturino di fermo trattenendo il coltello per i bolsters che faccio concavi.

Lo affilo e poi faccio la fotografia.

La mia attrezzatura è questa: le mani, la levigatrice a nastro, il trapano, il forno, il flash, seghetto, lime, carte abrasive e … fantasia.

Per info: Stefano Trentini via Sandro Gallo 23 -3O126- Lido (VE)

cell. 3479698293  

E-mail: trentini.stefano@virgilio.it

 
MY TECHNIQUE

Usually I do the plan directly on the iron bar (making only one of a kind knife) I don't need to keep a drawing). Then I make all the holes and I cut the surplus with the flash or using the hand hack-saw.
At this point I get a more complete shape, removing with the belt grinder the remaining millimetres.
Now I have an almost ready shape (after I will make the details) and I smooth fiat with the 400 grained belt grinders. I give the finishing touch to the flat part using little rectangular woods over them I roll up the 600 grained abrasive papers. Now I make the cutting, always concave, hand made, supporting over the sideburn of the belt grinder until 400 grain.

Done the cutting I take the cylindrical rubbers (which are rubbers to erase and pieces of the elastic of my underwater rifle) little rectangles of abrasive paper and I eliminate the vertical signs left by the belt. I arrive till grain 600. I shape and use the abrasive paper on the back of the blade and I make the punching.

Now I have the 600 grained blade and I make it min thin 90\95% so then, ended the knife, I won’t have to heat too much the most important part of the knife melting it. Now I roll up the blade in the Inconel (sheet of refractory metal) together with cigarette-filters. They will bum in the packet and will consume the oxygen. So the superficial decrease of the carbon of the metal will be minimized.

I put the packet into my oven Paragon kml4d and I leave it there for half an hour (it depends from thickness and dimensions) then I take it off. I immediately cut the Inconel and I make the blade cold in the hot oil or using forced ventilation.

When the oven is cold enough, I put the blade in another time and I leave it there since I have the result I wanted. I switch the oven off. All have to get cold slowly. The following morning I have my 60HRC tempered blade.

I try to shape it I see the file sliding, I smile, I prepare a coffee and I open the bottle of elbow grease.

Now the blade is olive dark green, very military, but very hard to clean with my hands! I remember that you can't get what you want without suffering and I restart to clean it with the little woods, the little cylinders and the abrasive papers. I shape the back till it is 2000 grained.

Polishing: before using little woods, little cylinders and goldsmith's paper, after using pieces of felt, polish cream (always with my hands).

When I see my eyelashes reflected neatly, the blade is ready and I make the final touches in the same way. Chosen the wood of the briar I always fix them with the 24 hours epoxy-glue.

Finally the new ST is ready. Now I have to do the sheath or the rest.

The leather sheaths are constituted by 3 pieces hand-sewed, plus possible strap, loop and possible skin insertion, or I decorate them with drawings made using a lancet and self-made punches.

The hard leather of soles accepts better the drawings (they are one of a kind: one sheath one drawing) the punching, the engrave and preserves with time the shape I give him.

I sharpen it and then I take a picture.

This is my equipment: hands, belt grinder, drill, oven, flash, hack-saw, files, abrasive papers and.....fantasy!

Per info: Stefano Trentini via Sandro Gallo 23 -3O126- Lido (VE)

cell. 3479698293  

E-mail: trentini.stefano@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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